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I giacimenti culturali

Con il termine “giacimenti culturali” – coniato dal Ministro del Lavoro Gianni De Michelis nell’ormai remoto  1986, con l’art. 5 della legge finanziaria, che prevedeva un piano di intervento per tentare di lenire la disoccupazione giovanile – s’intende la nostra immane sedimentazione culturale, unica al mondo per eterogeneità e consistenza. Un autentico tesoro,  da sfruttare economicamente quasi fosse, appunto, un giacimento di petrolio che, se lasciato sommerso non è utile a nessuno. Marmilla Cultura avvierà più progetti di “emersione” e di sfruttamento di questo importante patrimonio culturale. Il primo sarà il progetto nazionale denominato Le api di carta, dal suggestivo titolo dato da Marco Accorti ad una straordinaria bibliografia apistica. Il progetto già esposto nel volume Le api buridane, prende le mosse da questo assunto. In Italia gli archivi, le biblioteche, le pinacoteche, i musei pubblici e  privati conservano, ad oggi quasi totalmente inesplorati, degli autentici tesori che parlano di api, apicoltori e apicoltura. Il progetto Le api di carta, presentato ufficialmente a Roma il 10 novembre in occasione dell’8^ edizione di Apididattica intende incoraggiare, favorire e assistere la ricerca nel mare magnum di documenti, libri, opere d’arte. Una task force di archivisti, bibliotecari, operatori museali, storici dell’arte, antropologi, supporterà chi intenderà cimentarsi in questa immersione culturale e accoglierà gli esiti delle ricerche in www.marmilacultura.it , che è già configurato come repository di contenuti digitali.

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